Il Comitato "Amici di Talmone e Cala di Trana" ha denunciato che domenica la spiaggia di Talmone, nel territorio di Palau, in provincia di Sassari, "è diventata un retreat privato abusivo per i ricchi vacanzieri" di uno yacht. "Nonostante i divieti dell'ordinanza balneare emessa dalla Regione Sardegna, il turismo cafone prosegue con la sua arroganza a impattare negativamente sull'ambiente. Sono stati posizionati già dalla mattina presto gazebi, fornelli e rete da pallavolo, occupando tutto l'arenile. Un viavai di gommoni a motore per portare cibo, ospiti e materiale. Sono stati accesi fuochi in spiaggia, che solo l'intervento della Guardia Costiera ha fermato. Un danno ambientale quindi non solo terrestre, ma anche marino. L'estate dei cafoni continua ma l'opera di controllo degli 'Amici di Talmone' non si ferma", si legge in un post su Facebook come didascalia a corredo di un video che mostra la scena.
Come riporta Ansa, dalla Capitaneria hanno fatto sapere che si è al lavoro per l'identificazione dei responsabili. "La mancanza di cavo tarozzato per delimitare la zona di balneazione rende ancora più difficile la situazione di chi nuota entro 200 metri dalla riva. A marzo 2024 una nostra richiesta per la posa di cavo tarozzato a Talmone è stata rigettata dagli Uffici competenti. La ripresenteremo, in difesa del Posidonieto e dei bagnanti, monitorando e segnalando nel frattempo eventuali illeciti nel corso della stagione turistica", ha scritto inoltre il Comitato "Amici di Talmone e Cala di Trana", che dal 2018 opera per la tutela ambientale e marina a Palau, in un precedente post.
Sequestrati dalla guardia di finanza di Firenze beni per 41 milioni di euro ad un uomo di affari russo, su richiesta di assistenza giudiziaria internazionale inoltrata dalla procura specializzata anticorruzione di Kiev, in Ucraina. I beni sequestrati, immobili (tra cui un castello in Toscana) e quote societarie, sarebbero frutto del reinvestimento di proventi illecitamente accumulati. L'uomo d'affari, che risulterebbe tra i più ricchi al mondo, attivo soprattutto nel commercio di materie prime, proprietario di porti, sponsor di squadre sportive, investimenti nel settore chimico e dei fertilizzanti, sarebbe indagato per i reati, commessi in Ucraina, di corruzione di pubblici funzionari, frode ai danni di una società pubblica ucraina attiva nella commercializzazione di prodotti agricoli (grano, in particolare) per un ammontare di oltre 60 milioni di dollari, e riciclaggio.
Stando a La Repubblica, l'inchiesta sulle attività in Ucraina dell'imprenditore russo risalirebbe a prima dello scoppio del conflitto russo-ucraino e, precisamente, al 2016. E' stata direttamente la Procura specializzata anticorruzione di Kiev a chiedere un'assistenza giudiziaria internazionale. Sono state diramate informazioni e dettagli sul cittadino russo, che da tempo operava in Ucraina. E così sono scattate le indagini anche in Italia fino ad arrivare al maxisequestro.
I riscontri hanno consentito di acclarare che il russo, reinvestendo parte dei proventi illecitamente conseguiti, detiene, tramite una fiduciaria con sede in Firenze, la titolarità dell'intero capitale di una società proprietaria di un esteso e lussuoso complesso immobiliare nel capoluogo toscano.
In particolare, tra i beni oggetto di sequestro preventivo figurano quote societarie, dal valore nominale di 3 milioni di euro, e quattro unità immobiliari, dal valore di quasi 38 milioni di euro, che saranno affidate al custode giudiziario appositamente nominato dal Tribunale. E tra le proprietà sequestrate dalle fiamme gialle una delle strutture di maggior pregio a Firenze, un castello del XII secolo che domina la città e che era stato acquisito dal magnate russo.
Il precedente Il 15 luglio, nell'isola di Soffi, tra Mortorio e la Costa Smeralda, in piena zona di riserva integrale del Parco Nazionale della Maddalena e del parco internazionale delle Bocche di Bonifacio, approdò un grosso tender proveniente da uno yacht di 30 metri e scaricò tavoli, ombrelloni, cibo e l'occorrente per una festa.